venerdì 24 febbraio 2017

L'identità, Milan Kundera





Titolo: L'identità
Autore: Milan Kundera
Casa editrice: Adelphi

Recensione\trama 

«Perché avere costantemente due volti è una cosa sfibrante: per quanto tempo ancora ne sarò capace?»

E’ su questa premessa che fondamentalmente si basa il romanzo di Kundera, terminato nel lontano 1996. Ognuno di noi ha due volti: sceglieremo mai di mostrarne solo uno? E se dovesse accadere, cosa succederà allora? La storia è raccontata da un narratore omnisciente che, per capitoli alternati, riprende il punto di vista dei nostri due protagonisti: Jean Marc e Chantal. 
Jean Marc, un giorno, in spiaggia, confonde nella figura di una signora quella della sua attuale compagna, Chantal. Sarà sufficiente tale circostanza per prendere coscienza del fatto che non solo non immagina una vita senza di lei, ma che la sua esistenza è intrecciata a quella di Chantal: esiste perché esiste lei e continuerà a farlo finché lei esisterà. Ma se Chantal non è la donna a cui lui ha legato la sua vita? Se un giorno dovesse scoprire che lei, in realtà, non è ciò che ha mostrato di essere per tutto il tempo della loro storia? Che ne sarà della sua vita? Che esistenza potrà mai figurarsi per lui?
Chantal, d’altra parte, è una donna che vanta un trascorso passivo e atono. Ha vissuto per lungo tempo insieme alla famiglia di un uomo mingherlino e di bassa statura con cui era sposata. Dopo la morte del figlio, deceduto all’età di cinque anni, decide di dire basta a quella vita di stenti per lasciare il marito e vivere da sola, così da riappropriarsi e prendere le redini della propria esistenza; identità. Non passa molto però dal momento in cui incontra Jean Marc, un uomo più giovane di lei che, senza dire troppe parole, la conquista. Fra i due, esplode subito la passione che non si dimostra, contrariamente a quanto possa sembrare, un fuoco di paglia, ma continua a vivere negli anni. Questo porta i due a vivere insieme e condividere una storia d’amore equilibrata, fin quando un giorno, Chantal, scopre che gli uomini non si voltano più a guardarla. Cosa era successo? Era davvero così vecchia? Perché nessun uomo la desiderava più? Questo ha fatto riemergere in lei una promessa che si fece quando lasciò il marito, quella di vivere in piena libertà, libertà di spirito, ma soprattutto sessuale, dando sfogo ai suoi desideri più reconditi. 

«[…] avrebbe voluto essere un profumo di rosa – un profumo che si diffonde ovunque, irresistibile -, avrebbe voluto attraversare tutti gli uomini e abbracciare così la terra intera.»

 Ma questo non accadde. Incontrò subito Jean Marc e da qui l’inizio di una storia stabile, monogama, che ora le generava parecchi pensieri. Una sera confessa al suo amato che nessuno la degna più di uno sguardo, confessando indirettamente la sua frustrazione, ma soprattutto la sua delusione e il fatto che Jean Marc, alla fine, non era abbastanza. Jean Marc mostra altrettanta delusione, per non essere così importante ai suoi occhi, e la sua rabbia, che fa arrossire per la prima volta dopo tanto tempo Chantal. Il giorno dopo, già tutto sembra dimenticato, e tutto sembra riprendere il verso di sempre, finché Chantal non riceve la lettera di un ammiratore segreto… 


Il romanzo analizza inevitabilmente i pensieri e i dubbi della coppia francese, conducendo una ricerca dei sentimenti legati all’uomo e alla sua identità. Non mancano riflessioni sull’amicizia, sulla promiscuità, sulla vita, sull’essere genitori e la perdita di un figlio, oggetto di confessioni non sempre comode. E’ la stessa Chantal che, recandosi sulla tomba del figlio, rivela come la sua morte sia stata un dono per dare a lei la possibilità di vivere una libertà che altrimenti non avrebbe avuto. E’ Jean Marc che, alla fine, si scopre realmente debole e inesistente senza Chantal. 
Uno stile profondo, quello di Kundera, attento, vigile e analitico senza risultare pesante, coinvolgete e per nulla banale. Un finale travolgente che vi trasporterà, senza il vostro consenso, in un viaggio in cui vi chiederete cosa sia vero e cosa no e che vi lascerà a terra, al buio, chiedendovi cosa sia successo e chi voi siate. Anche la vostra esistenza è legata in maniera indissolubile a quelle di un’altra persona? Vi siete mai chiesti cosa diventereste voi se quella persona smettesse di essere quella che voi avete prefigurato nella vostra mente?





Voto
★ ★ ★